La Storia

Cigoli

Antico castello già “Castrum de Ceulis” presso il quale fu costruita la chiesa di Sant´Andrea a Bacoli che figura nella bolla di Celestino III del 1149. Fu lungamente conteso fra fiorentini e pisani, soprattutto nei primi anni del ´300, finché non fu conquistato da Uguccione della Faggiola, allora Signore di Pisa, che vi lasciò un presidio armato.

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Fu patria del celebre pittore Ludovico Cardi detto “Il Cigoli” (1559- 1613).

Nella seconda metà del secolo XIII i monaci Umiliati si stabilirono a Cigoli e nel punto più alto della collina costruirono la chiesa e il convento di S.Maria nel luogo dove era l´antica chiesa di San Michele del castello. Questa solida costruzione a tre navate con elementi ogivali, sopravvive, nonostante le moltissime trasformazioni, nell´attuale Pieve di San Giovanni Battista. La chiesa divenne pieve e parrocchia dopo il 1579, quando vi fu trasferito il fonte battesimale dell´antica Pieve di San Giovanni e San Saturnino di Fabbrica, fuori dal castello di Cigoli. I frati Umiliati furono custodi della miracolosa immagine della Vergine del Santissimo Rosario che qui si venera ed è meta di pellegrinaggi fin dal ´300.

A poca distanza dall´abitato di Cigoli è Villa Sonnino o di Castelvecchio, costruita nel XVI secolo, dalla famiglia Grifoni, su preesistente fortilizio trecentesco.

Completamente ristrutturata ed ampliata nel 1703 da Cosimo di Jacopo, Grifoni passò ai Venerosi Pesciolini dopo il matrimonio di Margherita Luisa Grifoni. Nella seconda metà dell´Ottocento la villa passò nelle mani dei Sonnino, che avevano accumulato ricchezze grazie alla loro attività di commercianti. Giorgio Sonnino passò parte della sua vita in questa dimora. Dopo il matrimonio tra sua figlia ed il duca Vincenzo di Somma, Castelvecchio passò in mano a questa famiglia che ne fu proprietaria fino al secondo dopo guerra.

“Castrum de Ceulis”

Questa sezione della storia di Cigoli , nasce con l´ intento di dare luce alla vita vissuta nei secoli tra il XII e il XIV dall´antico borgo e dai suoi abitanti .

E´ un viaggio composto da ricordi tramandati di generazione in generazione , in connubio con fatti riportati su antichi scritti e atti redatti dai giuristi del tempo , custoditi all´archivio storico del Comune di San Miniato.

“Con questo intento di illuminare il Nostro Amato Paese ripercorrendo le tappe significative della sua storia , auguriamo a tutti un felice viaggio ”

Cigoli nel medioevo

Nel 1191 è stato rogato a Lucca un documento relativo ai Castelli di Stibbio, Leporaia e Ceule; quest´ultimo muterà successivamente il suo nome in Ceoli, Cevoli, Civoli, fino ad assumere quello definitivo di Cigoli. Alla fine del secolo XII è un castelletto, ma diverrà in futuro un fortilizio importante, strappando a S. Saturnino (attuale Molino d´Egola) il fonte battesimale e il titolo di Pieve , formando così un piccolo comune, grazie anche al trasferimento delle popolazioni del piano.Resterà Comune amministrativamente indipendente fino al XVIII secolo, quando verrà inglobato in quello di S. Miniato.

“…liberi ed esenti dalla

soggezione di qualsiasi persona

autorità e dignità ecclesiastica, o

secolare, sia arcivescovo, vescovo,

duca, marchese, corte, console,

potestà o città o comunità”

“Il Diario di un Galantuomo” – DIARIO (1299 – 1319) di SER GIOVANNI DI LEMMO DA COMUGNORI (località fra Stibbio e Montopoli)

Ser Giovanni, notaro dei Priori di S.Miniato nel suo Diario annota come Cigoli, per la sua posizione strategica fra Pisa ghibellina e Firenze guelfa, fu spesso teatro di assedi, uccisioni e saccheggi. ( 23 settembre 1313 li pisani messero a sacco il castello di Civoli e Ser Cello di Salvi da Civoli ebbe mozzo il capo come traditore; 11 Novembre 1316 li huomini di Civoli, di nuovo in lotta coi pisani presero 17 fanti , fra i quali Matteo de´ Bustieri da Montanto e perché era “rubello” fu appiccato per la gola ….)

Ma Ser Giovanni ci racconta anche che nel 1305 maestro Iacopo di Ghermendo di Aldobrandino da Cigoli prese la laurea in medicina all´ Università di Bologna .”ivit Bononiam causa studenda in loicha et medicina”.Altro episodio curioso è quello di magister Jacopus medicus che fu preso prigioniero e condotto a Cigoli perché era andato a prestare le sue cure a Piglio da Moriolo ( il castello di Moriolo l´8 Maggio si era dato al marescalco dell´Imperatore.)

Nel suo diario Giovanni di Lemmo registra avvenimenti di cronaca locale,( lotte, rivolte, assedi nascite , morti e matrimoni, un elenco preciso dei capitani del popolo, prezzi dei cereali,. notizie di cronaca n era), ma non trascura di segnalare eventi di grande impatto come la venuta di Carlo di Valois ( sostegno ai Guelfi neri) e alla discesa di Arrigo VII (sostegno ai ghibellini).

Nel 1370, dopo la conquista fiorentina di San Miniato, fu sancito il definitivo smembramento amministrativo dell´antico “comitatus sanminiatese”. Furono tolti dalla giurisdizione del vicario di San Miniato una serie di comuni e comunelli anche geograficamente limitrofi e furono istituite quattro podesterie con sede a Barbialla, Montaione, Castelnuovo e Cigoli. Il podestà di Cigoli aveva giurisdizione su Cigoli, Stibbio, Montebicchieri e Leporaia. Ma l´impossibilità da parte dei piccoli centri di mantenere un tribunale portò ben presto ad un nuovo assetto. Così a partire dal 1396 un notaio fu ufficialmente inviato a Cigoli dal podestà di Barbialla, da cui dipendeva, per compilare e verbalizzare gli atti nei territori sopra citati. Il notaio prese il nome di ufficiale e il territorio quello di Ufficialato. Con questa riorganizzazione l´uffficialato di Cigoli, alle dipendenze del podestà di Barbialla ebbe giurisdizione sui territori già appartenenti alla podesteria di Castelnuovo, e cioè Castelnuovo, Coiano, Canneto, Collegalli , Santo Stefano e San Quintino. Con l´avvento del Principato mediceo, l´ufficialato di Cigoli entrò a far parte anche di un magistrato creato per provvedere alla ripartizione delle spese e alla risoluzione dei problemi comuni tra le diverse podesterie. L´Ufficialato di Cigoli fu soppresso nel 1772. Da un punto di vista amministrativo il “comunello di Cigoli” dipendeva da un magistrato comunitativo che era composto da un gonfaloniere e sei priori, uno per ogni “quartuccio” del castello “del Bechini, de Capponi, de Carleschi, del Turco, de Rossetti, de Canneti”. Dal 1586 poi le mansioni di cancelliere furono svolte dal cancelliere comunicativo di San Miniato. Nel 1774 il granduca Pietro Leopoldo decretò il rientro del comunello di Cigoli, insieme a Stibbio e Montebicchieri, nella giurisdizione amministrativa di San Miniato. Tale decisione incontro la fiera opposizione degli abitanti di Cigoli, che capeggiati dal parroco e dai possidenti locali cercarono, inutilmente, di mantenere la loro indipendenza.

Nel Settecento il “popolo di Cigoli”, che coincideva con i confini della parrocchia, dominava un ampio territorio che si estendeva tra l´Egola e all´Arno e che comprendeva parte delle attuali frazioni di La Catena, Ponte a Egola, San Donato (Romaiano) e San Romano. Tale situazione rimase inalterata fino alla creazione della nuova parrocchia di Ponte a Egola nel 1875, che suscitò non poche polemiche tra queste popolazioni. Durante la seconda guerra mondiale Cigoli divenne importante luogo di aggregazione antifascista con a capo Giuseppe Gori. Ancora oggi Cigoli vive secondo la sua storia, e i luoghi propositivi delle iniziative che la animano rimangono ancora la parrocchia e il circolo Arci. Qui fanno capo anche alcune associazioni culturali e sportive tra cui l´Associazione G. Gori che organizza la festa del tartufo Marzuolo, uno degli avvenimenti che richiamano ogni anno tantissimi turisti e appassionati di gastronomia da ogni parte d´Italia.

Ludovico Cardi detto “Il Cigoli”

Ludovico Cardi detto Il Cigoli (San Miniato, 1559 – Roma, 1613) è stato un pittore e architetto italiano. Di scuola fiorentina, fu attivo a cavallo tra il periodo del manierismo e il barocco; negli ultimi nove anni della sua vita operò a Roma.

Nato a Villa Castelvecchio di “Cigoli”, nel comune di San Miniato, in Toscana, da cui derivò il suo soprannome, si formò a Firenze sotto la guida di Alessandro Allori, poi venne influenzato dalla contro-maniera di Santi di Tito e Federico Barocci, dipingendo in uno stile ispirato a Correggio e Tiziano.

Un´opera emblematica è l´Ecce Homo, oggi alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, messo in relazione con alcune tele simili di pittori contemporanei, quali Caravaggio e Domenico Passignano, sembra rivelare una certa conoscenza dell´opera attribuita a Caravaggio, anche se non ne raggiunge l´intensità. In ogni caso questa opera mostra come il Cigoli si stesse allontanado dallo stile tipicamente fiorentino.

Come architetto invece fu allievo e aiutante di Bernardo Buontalenti.

Altre opere importanti si trovano:

* a Roma, nella Basilica di San Pietro in Vaticano (San Pietro che guarisce un lebbroso), nella basilica di San Paolo fuori le Mura (Conversione di San Paolo) ed alcuni affreschi a Villa Borghese (Storie di Psiche)

* a Firenze, dove restano, tra le opere principali, un Martirio di Santo Stefano (Uffizi), una Venere con Satiro, un Sacrificio di Isacco, le Stigmate di San Francesco, ecc. Come architetto gli viene attribuito il cortile di Palazzo Nonfinito a Firenze. Partecipò anche alle decorazione del Chiostro Grande di Santa Maria Novella dipingendo due grandi scene. Eseguì nel 1600 una statua di cera rappresentante l´anatomia umana di un corpo decorticato, tra i primi esempi noti di arte ceroplastica. L´opera dal titolo Lo scorticato è attualmente esposta al Museo della Specola.[senza fonte]

* a Colle di Val d´Elsa, nella chiesa di Sant´Agostino, si trova una Pietà e santi.

* a Forlì, nella Abbazia di San Mercuriale (San Mercuriale che sottomette il Drago)

* a Pisa, a Palazzo Giuli-Rosselmini-Gualandi, si trova un San Gerolamo penitente del 1603 circa.

Su richiesta di Paolo III fu fatto Cavaliere di Malta. La sua ultima opere furono gli affreschi nella cupola della Basilica di Santa Maria Maggiore. Tra i suoi allievi ci furono Cristofano Allori, il fiammingo Giovanni Bilivert, Domenico Fetti, Giovanni Antonio Lelli, Aurelio Lomi, Pietro Medici, Gregorio Pagani e Andrea Comodi.

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